Tasse giuste e spese utili: un teorema raggiungibile

Il 28 novembre insieme a Sbilanciamoci! promuoviamo una giornata di dibattiti e proposte su come riformare la finanza e riorientare la spesa pubblica per una maggiore giustizia economica, fiscale e sociale. Vi aspettiamo a Roma al Fandango Incontro a partire dalle ore 10.30 per la presentazione del XV Rapporto di Sbilanciamoci! e a seguire dalle ore 14.00 ecco il nostro programma.


Tasse e Solidarietà:
un nuovo approccio per la giustizia fiscale in Italia e nel mondo

 

 

     Programa 
     
sessione a cura della Campagna ZeroZeroCinque

    
    Facilitazione

    Antonio Tricarico, Re-common

    
    Introduzione
    Leonardo Becchetti, Portavoce Campagna ZeroZeroCinque

    
    Tavola rotonda
     Pier Paolo Baretta, Sottosegretario di Stato MEF
     Giacinto Palladino, Segretario Nazionale Fiba-CISL
     Claudio Gnesutta, Docente di Economia Politica
     e Politiche Economiche

     
      Interventi dei parlamentari (la lista non è esaustiva)
      Luigi Bobba, Deputato PD
      Leonardo Domenici, Eurodeputato S&D
      Giulio Marcon, Deputato SEL
      Andrea Olivero, Senatore SCpI  
      Carla Ruocco, Deputato M5S
                                                       
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     Scarica qui il flyer della giornata


 

  

PROLOGO
Novembre 2013 - La Commissione Europea deve pronunciarsi sul testo di legge di stabilità predisposto dal governo italiano ed in discussione in Parlamento: 11,6 miliardi di Euro per manovrare la macchina di Stato verso una ripresa economica incerta e controversa.
L’equità? Non pervenuta.
Perché come al solito, i meno abbienti vengono feriti del peso della stabilità del paese, mentre la ricchezza finanziaria e l'evasione ad essa collegata rimangono illese.


SCENARIO
La lotta all’evasione fiscale ha prodotto pochi risultati. Gli esperti sono al lavoro ma è difficile seguire le tracce di chi fugge all’estero con i suoi capitali perché ci sono molti complici impegnati a nasconderli e a eludere i percorsi della legalità.
I cittadini sono stremati: odio contro lo stato esattore, caccia alle caste che sprecano, impotenza verso la scarsità e la cattiva qualità dei servizi che vengono pagati – e a caro prezzo - dalle tasse. E oltre ad essere incoerente rispetto al dettato costituzionale, questo carico fiscale causa recessione economica, sfiducia, scarsa propensione alla disciplina fiscale e al senso civico.
Prolifera il “si salvi chi può” che è contrario al sentimento che deve accomunare una collettività civile; a noi crearla – anche attraverso l’equità fiscale - per far ripartire, in regime di solidarietà, questo nostro Paese.
Perché non ci vuole molto a capire che chi evade finanzia i propri lussi (ville, beni di lusso, speculazione finanziaria, patrimoni familiari che restano per generazioni a marcare le disuguaglianze) e gode di servizi offerti invece a tutti da chi paga le tasse – scuola, sanità, servizi pubblici, welfare, salvaguardia paesaggistica e ambientale, protezione idrogeologica e così via...
Si discute di rientro dei capitali fuggiti, soprattutto dalla Svizzera, con proposte poco chiare e che rischiano di legittimare futura illegalità. E questo mentre a livello internazionale le proposte sono a favore di azioni più incisive – norme per l’emersione del riciclaggio, obbligo per le multinazionali di dichiarare i proventi di bilancio nel paese di origine, etc … - contro l'evasione e l'elusione fiscale.
Qual è la posizione dell’Italia? Perché il problema è strettamente connesso tra il livello nazionale e quello globale - risolvere il problema della fuga di capitali non tassati da un paese ad un altro andrebbe a beneficio sia dei paesi più poveri che delle economie avanzate – e quindi l’Italia deve prendere una posizione. Chiara. E quella posizione può essere una dichiarazione di forte impegno per l’equità fiscale, convivenza civile e pace sociale oppure di lassismo o peggio complicità nel consentire la fuga di capitali, l’ingiustizia fiscale e il crollo del senso della res publica.
Una lotta poco seria all’evasione è una beffa per tutti. Ed è la condanna del Paese ad un destino egoista, introverso, solitario e frantumato socialmente.


SOLUZIONE?
Da anni la società civile, organizzata in movimenti, associazioni, gruppi di pressione, promuove un approccio innovativo e concreto sia dal lato delle entrate che delle uscite del bilancio dello Stato, un approccio dove principi come solidarietà e giustizia conducono il gioco. Le risorse ci sono, vanno prelevate dove abbondano e spese in maniera equa, secondo il principio della progressività e della trasparenza.
Un segno di giustizia e pace per questa e molte altre generazioni dal quale possono ripartire molteplici cammini di sviluppo, di crescita, di convivenza seria.
L'esperienza dell'istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie dimostra che per cambiare è necessario coraggio e la volontà politica di andare contro interessi di pochi soggetti e a favore di quelli della maggioranza della popolazione. Noi proponiamo un approccio di scopo alla tassazione, soprattutto per quel che concerne la ricchezza finanziaria: quel che viene tolto alla speculazione deve trovare una destinazione precisa e coerente con le scelte del paese.
La tassa sulle transazioni finanziarie è una tassa trascurabile per i piccoli risparmiatori ma molto pesante per chi fa scambi ad alta frequenza per fini speculativi. Perciò una tassa che modifica gli incentivi distorti che attualmente rendono più conveniente per gli intermediari finanziari speculare piuttosto che fare credito a cittadini e imprese. Assieme ad essa sosteniamo altre misure collegate, quali la separazione tra banche commerciali e banche d’affari seguendo i suggerimenti delle maggiori commissioni indipendenti internazionali degli ultimi anni, per questioni di trasparenza e per evitare che i soldi delle banche centrali e dei risparmiatori, prestati per altri scopi, finiscano per finanziare il commercio finanziario speculativo degli intermediari finanziari. Analogamente la trasparenza sull'utilizzo dei prodotti finanziari derivati va fortemente aumentata, così come il loro utilizzo per fini speculativi ostacolato.
 Tutte misure che sarebbero il punto di partenza per una vera inversione di rotta.

 

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